– Sei mai stato qui prima d'ora, Bel? – domandò.

– Una volta, quando ero tenente nella flotta dell'Ammiraglio Oser – rispose il mercenario. – Da allora la Casa Fell ha cambiato barone, ma le loro armi godono ancora di una buona reputazione, a patto che si sappia cosa comprare. Tieniti alla larga dalle vendite di granate neutroniche.

– Hah! Sono fatte per chi ha braccia robuste per lanciarle. Non temere, le granate non sono sulla lista – replicò Miles, porgendogli il dischetto.

Bel si avvicinò e si protese sullo schienale della sua sedia per prenderlo.

– Mentre aspettiamo che i seguaci del barone stivino il carico devo concedere licenze di sbarco? E tu che intenzioni hai? Una volta vicino agli attracchi c'era un ostello con tutte le comodità: piscina, sauna, cibo ottimo… potrei prenotare una stanza per due – concluse, abbassando la voce.

– Pensavo di concedere soltanto licenze di una giornata – affermò Miles, schiarendosi la gola.

– Io sono anche una donna – sottolineò Bel, in tono sommesso.

– Fra le altre cose.

– Sei decisamente monosessuale senza speranza, Miles.

– Mi dispiace. – Con imbarazzo, Miles batté un colpetto sulla mano che chissà come aveva finito per posarsi sulla sua spalla.

– Dispiace a molti – sospirò Bel, raddrizzandosi.

Miles sospirò a sua volta, pensando che forse avrebbe dovuto esprimere il proprio rifiuto in termini più netti… era all'incirca la settima volta che si trovava costretto ad affrontare quell'argomento con Bel, al punto che ormai era diventato quasi un rituale, quasi… ma non del tutto… uno scherzo.



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