– È dannatamente meglio che lo siano – borbottò Miles, cupo.

– … e le tue… diciamo così, avventure sulla Terra sono ancora coperte da un segreto assoluto. Ne discuteremo in seguito.

– Prima dovrò fare rapporto ad un paio di autorità più elevate – avvertì Miles, in tono urgente.

– Lo capisco – convenne Illyan, accantonando la cosa con un cenno. – No, queste accuse risalgono alla questione Dagoola e a prima ancora.

– Accuse? – ripeté Miles, stupito.

– Dal canto mio – affermò Illyan, fissandolo con espressione pensosa, – considero ciò che l'imperatore spende per mantenere i tuoi collegamenti con i Liberi Mercenari Dendarii un prezzo accettabile dal punto di vista della sicurezza interna. Se dovessi essere assegnato in permanenza qui nella capitale, per esempio al Quartier Generale Imperiale, diventeresti in continuazione un dannato polo magnetico che attirerebbe complotti, non soltanto da parte di persone a caccia di favori o di cariche ma anche da parte di chiunque cercasse di arrivare a tuo padre attraverso te. Come sta succedendo adesso.

Miles socchiuse le palpebre, quasi concentrare lo sguardo gli permettesse di concentrare anche i suoi pensieri.

– Ah? – fece.

– In breve, ci sono certe persone della Contabilita Imperiale che stanno passando al microscopio i rapporti che hai fornito in merito alle operazioni segrete della tua flotta mercenaria, e a quelle persone piacerebbe conoscere maggiori dettagli riguardo a dove siano finite grosse somme di contanti. Più di una volta le tue ricevute relative alle sostituzioni di apparecchiature sono state esorbitanti, anche dal mio punto di vista, e quella gente sarebbe felice di dimostrare che si tratta di ripetute azioni di peculato. In questo momento una corte marziale che ti accusasse di esserti riempito le tasche a spese dell'imperatore sarebbe estremamente imbarazzante per tuo padre e per l'intera coalizione centrista.



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