
– Simon, lo sa che a volte riesce ad essere un dannato figlio di buona donna?
– Sì – confermò Illyan, tranquillo e spietato, continuando ad aspettare e a osservarlo. – Attualmente, tuo padre non si può permettere uno scandalo all'interno del suo governo, non durante questa lotta di appropriamento, quindi bisogna soffocare il complotto… vere o false che siano le accuse mosse a tuo carico. Ciò che stiamo dicendo in questa stanza rimarrà… dovrà rimanere… fra te e me, ma io devo sapere.
– Mi sta offrendo l'amnistia? – ritorse Miles, in tono sommesso e minaccioso, sentendo il cuore che cominciava ad accelerare i suoi battiti.
– Se necessario – confermò Illyan assolutamente piatto.
Miles era nell'impossibilità di serrare i pugni, ancora privi di sensibilità, ma contrasse le dita dei piedi e si trovò a faticare a respirare a causa delle pulsanti ondate d'ira che lo pervadevano, mentre la stanza sembrava ondeggiare davanti ai suoi occhi.
– Razza… di dannato… bastardo! Osi definirmi un ladro… – esplose infine, cominciando ad agitarsi nel letto e a respingere scalciando le coltri che improvvisamente lo soffocavano, mentre i monitor medici prendevano a lanciare i loro allarmi. – Come se potessi rubare a Barrayar, come se potessi rubare ai nostri morti…
Ignorando le braccia, pesi inerti che gli pendevano dalle spalle e che si agitavano vanamente, si issò in piedi con un violento sforzo dei muscoli addominali… subito le vertigini lo assalirono e si accasciò in avanti prossimo a svenire, senza poter usare le mani per frenare la caduta.
Con uno scatto, Illyan lo afferrò e lo sostenne prima che crollasse a faccia in avanti sul tappeto.
– Cosa diavolo pensi di fare, ragazzo? – esclamò, ma lo stesso Miles non ne aveva la minima idea.
– Cosa sta facendo al mio paziente! – gridò in quel momento un medico militare, irrompendo nella stanza pallido in volto. – Quell'uomo ha appena subito una grave operazione!
