
Un autocarro passò rombando davanti al negozio della moribonda Ditta Jimenez. La ragazza volse automaticamente gli occhi verso la strada. Poi tornò a guardare Terry.
— A questo punto il mio socio Jimenez ha avuto un’idea brillante — disse con tristezza Terry. — Ha convinto il capitano de “La Rubia” a installare un radar a breve raggio. Gliel’ho costruito io: aveva una portata massima di venti miglia. “La Rubia” ha levato le ancore una sera che non c’era la luna, con cinquanta pescherecci che giuravano di seguirla anche all’inferno. Poi, quando è scesa la notte, ha spento tutte le luci, ha localizzato col radar gli altri pescherecci che non potevano vederla e se l’è filata senza salutare nessuno. È rientrata in porto carica fino all’inverosimile. Nuovi disordini, altra gente finita dentro o all’ospedale. Qualche marinaio de “La Rubia” andò in giro a raccontare che avevano usato il radar per sfuggire ai rivali, ed ecco perché la polizia si è interessata ai miei affari.
La ragazza l’aveva ascoltato piena di interesse.
— Ma perché?
— Tutti gli altri pescherecci ordinarono a Jimenez lo stesso apparecchio: se “La Rubia” era riuscita a filarsela grazie al radar, loro, con il radar, l’avrebbero controllata. Allora capitano e marinai de “La Rubia” vennero qui e minacciarono Jimenez di cose raccapriccianti se li avesse accontentati. Subito dopo vennero capitani e marinai dei pescherecci rivali e lo minacciarono di cose anche più raccapriccianti se non li avesse accontentati. Allora Jimenez se l’è svignata, lasciando me nei pasticci.
