
La ragazza annuì.
— Di conseguenza — riprese Terry, — io chiudo bottega. Consegno l’inventario alla polizia e me la filo da qualche parte finché non avranno scoperto come fa “La Rubia” a scovare il pesce. Quando tutto sarà di nuovo calmo, me ne ritornerò e riprenderò un’altra attività, ma stavolta senza Jimenez. Mi limiterò alle cellule fotoelettriche, agli antifurto, agli impianti televisivi a circuito chiuso e cose del genere. Allora se vostro padre sarà ancora interessato alla cosa potrò fabbricargli quell’apparecchio trasmittente subacqueo. Adesso è meglio di no.
— Abbiamo sentito parlare di questa storia — disse la ragazza. — Quasi come me l’avete raccontata voi. Terry la fissò. Poi disse, in tono troppo cortese: — Davvero?
— Sì, pensavo…
— Allora sapevate — continuò Terry sempre più cortese, — che io stavo per partire e che non vi avrei costruito l’apparecchio? Lo sapevate prima di venire da me?
— Il fatto è — rispose la ragazza sorridendo, — che i vostri progetti coincidono perfettamente con i nostri. Noi abbiamo uno schooner di venti metri e siamo in crociera. Mio padre desidera un apparecchio come quello che mi avete descritto. Da parte vostra, volete fare un bel viaggio: allora perché non venite a bordo del nostro battello, vi riposate, vi godete una vacanza e a tempo libero ci costruite l’apparecchio? Appena l’avrete finito, vi sbarcheremo dove vorrete.
— Grazie — disse Terry più cortese che mai. — Mi rendo conto di aver fatto la figura dello stupido a spiegarvi come stavano le cose. Voi eravate già al corrente di tutto. Temo di avervi annoiata terribilmente. Saprete anche, naturalmente, che Jimenez s’è portato via la cassa quando ha alzato i tacchi.
Lei esitò un istante, poi disse: — S-sì. Pensavamo…
— Che non ce l’avrei fatta a pagarmi il biglietto su un piroscafo — interruppe lui, senza cordialità, questa volta. — Sapevate anche questo?
