
Fra questi c’era lo stesso Sterret.
Shrick avanzò, con la lancia in mano, per dargli il colpo di grazia. Il vecchio capo lo fissò con gli occhi fuori della testa, poi: «Il glabro di Weena!» gridò.
Per colmo d’ironia fu la sua stessa lancia, quella che, a turno, era appartenuta a Weena e a Tekka, a tagliargli la gola.
Adesso che era Signore dell’Esterno, Shrick aveva tutto il tempo per riflettere e sognare. Sempre di più la sua mene andava alla profezia di Tre-Occhi. Non dubitò mai, neppure per un attimo, d’esser lui l’Uccisore-di-Giganti, anche se scartava dalla sua mente la visione della Fine, giudicandola l’allucinazione d’una femmina mezzo impazzita.
Così, mandò le sue spie all’Interno, a osservare i giganti nei loro misteriosi andirivieni, facendo ogni sforzo per scoprire un qualche schema nel loro incomprensibile comportamento. Molto spesso lui stesso accompagnava queste spie — e cupidamente osservò la grande ricchezza di cose belle e risplendenti di cui disponevano i giganti. Più d’ogni altra cosa, bramava un’altra di quelle piccole fiammelle calde, poiché la sua aveva cessato di funzionare, e tutti i goffi e ignoranti armeggii suoi e di Wesel non erano riusciti a produrre più di qualche fioca scintilla quasi del tutto priva di calore.
Ora, sembrava che anche i giganti fossero consci del brulicare di vita che li circondava. Le trappole erano chiaramente cresciute di numero e ingegnosità. E il cibo-che-uccide era comparso in una nuova e terrificante guisa. Non soltanto morivano quelli che ne avevano mangiato, ma anche i loro compagni e… si, tutti quelli che erano venuti a contatto con loro. Tutto ciò sapeva di stregoneria, ma Shrick aveva ormai imparato ad associare cause ed effetti. Fece in modo che i colpiti trasportassero quelli già morti in una piccola galleria. Uno o due cercarono di ribellarsi — ma i lancieri subito li circondarono, e li convinsero a obbedire puntando le loro leggere e micidiali lance. Quelli che tentavano di scavalcare il cordone di guardie venivano trafitti più volte, impedendo così che potessero toccare con le loro mani impure e contaminare qualcun altro del Popolo non colpito dal male.
