Il Médico Forense tacque, imbarazzato dallo sguardo duro di Falcón e seccato dalla sua stessa stupida battuta finale. Si allontanò dalla soglia, subito occupata da Calderón e da Ramírez.

«Cominciamo», disse Calderón.

«Chi ha chiamato la polizia?»

«Il conserje», rispose Calderón. Il portinaio. «Dopo che la domestica era…»

«Dopo che la domestica era entrata, aveva visto il cadavere, si era precipitata fuori dall'appartamento e aveva preso l'ascensore fino al pianterreno…?»

«… e aveva bussato come una pazza alla porta del conserje», terminò Calderón, irritato dall'interruzione di Falcón. «Ha impiegato alcuni minuti per farla ragionare, dopodiché ha telefonato allo 091.»

«Il portinaio è salito fin qui?»

«Solo dopo l'arrivo della prima pattuglia, che ha poi messo i sigilli alla scena del delitto.»

«La porta era aperta?»

«Sì.»

«E la domestica… ora?»

«È sotto sedativi all'hospital de la Virgen de la Macarena.»

«Inspector Ramírez…»

«Sì, Inspector Jefe…?»

Tutte le conversazioni tra Falcón e Ramírez cominciavano così. Era il suo modo per ricordare all'Inspector Jefe Falcón che era venuto da Madrid a rubare il posto che Ramírez aveva sempre ritenuto suo di diritto.

«Preghi il Subinspector Pérez di andare all'ospedale e appena la domestica… Ha un nome?»

«Dolores Oliva.»

«Non appena si sarà ripresa… dovrebbe domandarle se ha notato niente di strano… Be', le solite domande. E le chieda a quante mandate era chiusa la porta e quali sono stati esattamente i suoi movimenti prima di scoprire il cadavere.»

Ramírez ripeté le istruzioni.

«Avete già rintracciato la signora Jiménez e i figli?» domandò Falcón.

«Credo che siano alloggiati all'hotel Colón.»



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