
«Ora vedrai tutto», disse la voce. «E le lacrime te le fornisco io.»
La goccia baluginò nell'occhio, la cassetta emise un ronzio, cigolò, James Cagney e la ragazza svanirono in una bufera di neve. Poi vennero l'urlo e le lacrime somministrate con cura premurosa.
I
Giovedì 12 aprile 2001, Edificio Presidente,
Los Remedios, Siviglia
Era cominciato tutto nel momento in cui, entrando nella stanza, aveva visto quella faccia.
La chiamata era arrivata alle 8.15, nel momento preciso in cui stava per uscire di casa: un cadavere, sospetto omicidio, e l'indirizzo.
Semana Santa. Alla fine era giusto che si verificasse almeno un omicidio durante la Settimana Santa; non che ciò potesse sortire qualche effetto sulla folla che seguiva le quotidiane processioni delle Vergini trasportate verso la cattedrale sulle loro piattaforme.
Aveva guidato l'auto fuori dall'imponente casa che era appartenuta a suo padre nella calle Bailén e le gomme erano sobbalzate rumorosamente sui ciottoli delle viuzze deserte di una città sempre riluttante a svegliarsi in qualsiasi stagione dell'anno, ma particolarmente silenziosa a quell'ora, durante la Settimana Santa. Arrivato sulla piazza di fronte al Museo de Bellas Artes, le case imbiancate a calce e incorniciate in ocra silenziose dietro le palme, i due colossali alberi della gomma e le alte jacarande non ancora fiorite, aveva aperto il finestrino, permettendo all'aria del mattino di entrare, ancora fresca di rugiada. Era sceso fino al Guadalquivir e aveva percorso il paseo de Colón, fiancheggiato da alberi. Superando le porte rosse della puerta del Príncipe nella facciata barocca della Plaza de Toros — La Maestranza, che stava per vedere le prime corride nella settimana della Feria de Abril — aveva provato quasi un moto di soddisfazione.
