
Il senatore Kolchev mise in mostra i denti in un sorriso privo di buonumore. Proveniva da Lusus e sembrava una montagna di muscoli, non un essere umano. — Interventi della flotta, mezzo milione di morti, due divisioni della FORCE impegnate in combattimento per più d'un anno — disse. — Gran bella azione di polizia, figliolo.
Rimasi zitto.
Leigh Hunt, un uomo di una certa età, dall'aspetto emaciato, ritenuto il più stretto collaboratore di Gladstone, si schiarì la voce. — La risposta del signor Severn è interessante. Signore, in che cosa ritiene diverso questo… ah… conflitto, dalla guerra contro Glennon-Height?
— Glennon-Height era un ex ufficiale della FORCE — dissi, rendendomi conto di fare un'affermazione ovvia. — Per secoli gli Ouster sono stati un'incognita. Le forze ribelli erano note, rendevano facile valutarne il potenziale; gli sciami Ouster sono sempre stati al di fuori della Rete, fin dai tempi dell'Egira. Glennon-Height si manteneva all'interno del Protettorato e taceva scorrerie su mondi in un raggio non superiore a due mesi di debito temporale dalla zona della Rete; Hyperion dista tre anni da Parvati, l'insediamento più vicino della Rete.
— Crede che non abbiamo fatto anche noi queste stesse considerazioni? — replicò il generale Morpurgo. — Cosa ne dice della battaglia di Bressia? Lì abbiamo già affrontato gli Ouster. Quella non era… una rivolta.
— Generale, la prego — intervenne Leigh Hunt. — Continui, signor Severn.
Scrollai le spalle. — La differenza principale è che in questa circostanza abbiamo a che fare con Hyperion — risposi.
La senatrice Richeau, una delle donne presenti, annuì come se mi fossi spiegato chiaramente. — Lei ha paura dello Shrike — disse. — Per caso appartiene alla Chiesa della Redenzione Finale?
— No — risposi. — Non sono membro del culto Shrike.
— Cos'è, allora? — disse Morpurgo.
