
— Il signor Severn è stato invitato per portare nella discussione il punto di vista di un artista — disse Gladstone.
Il generale Morpurgo, della FORCE:terra, sbuffò e rise. — Il punto di vista di un artista? Con il dovuto rispetto, signora, cosa diavolo significa?
Gladstone sorrise. Anziché rispondere al generale, si rivolse a me. — Cosa ne pensa, della flotta, signor Severn?
— Graziosa — risposi.
Il generale Morpurgo sbuffò di nuovo. — Graziosa? Quest'uomo vede la maggiore concentrazione di potenza di fuoco spaziale nella storia della galassia e la definisce… graziosa? — Si girò verso l'altro militare e scosse la testa.
Il sorriso di Gladstone era rimasto immutato. — E della guerra? — mi domandò. — Cosa ne pensa, del nostro tentativo di salvare Hyperion dai barbari Ouster?
— Stupido — risposi.
Nella stanza scese il silenzio. Le ultime inchieste in tempo reale della Totalità mostravano che il 98% approvava la decisione di combattere anziché cedere agli Ouster il pianeta coloniale Hyperion. Il futuro politico di Meina Gladstone dipendeva da un risultato positivo del conflitto. Gli uomini e le donne presenti nella stanza avevano contribuito a stabilire quella linea politica, avevano preso la decisione d'invadere Hyperion e si erano adoperati per risolvere i problemi logistici. Il silenzio perdurò.
— Perché stupido? — domandò con calma Gladstone.
— Fin dalla sua fondazione, sette secoli fa, l'Egemonia non è mai stata in guerra — risposi. — Mi sembra stupido mettere alla prova in questo modo la sua stabilità di base.
— Mai stata in guerra! — ruggì il generale Morpurgo. Con le grosse mani si strinse le ginocchia. — E come diavolo chiama la Rivolta Glennon-Height?
— Rivolta, appunto. Ammutinamento. Azione di polizia.
