
— Fax sa che sei al corrente di tutto questo?
Sul viso di Lytol si dipinse un’espressione spiritata. La sua voce era completamente incolore.
— La corporazione mi protegge dalle persecuzioni. Sono relativamente al sicuro. Fax ha troppo bisogno dei nostri lavori. — Sbuffò. — Io sono il migliore a tessere immagini di battaglie. Anche se — aggiunse inarcando un sopracciglio — i draghi non vengono rappresentati quasi più vicino agli eroi. Come avrai notato prevalgono le piante.
F’lar ebbe un’espressione disgustata.
— Non è la sola cosa che abbiamo avuto modo di vedere. Fax, però, mantiene le tradizioni…
Lytol lo fermò con un cenno della mano.
— Solo perché gli conviene dal punto di vista militare. I suoi vicini lo avversarono quando prese Ruatha a tradimento, sappilo. E lascia che ti dica anche un’altra cosa… — Lytol indicò la fortezza. — Fax se ne ride bellamente delle leggende dei Fili e si prende gioco degli arpisti sostenendo che le vecchie ballate contengono soltanto stupidaggini. Ha persino bandito dal loro repertorio tutto quello che faceva riferimento ai draghi. Le nuove generazioni non sapranno niente del dovere e della tradizione.
F’lar non rimase meravigliato nell’udire quelle notizie. Tutto ciò che Lytol gli aveva detto fino a quel momento glielo aveva fatto supporre. Tuttavia ne rimase turbato. Fax non era l’unico a negare la tradizione degli arpisti. Ma la Stella Rossa palpitava nel cielo e il momento in cui avrebbero dovuto appellarsi alle tradizioni per salvarsi la vita si avvicinava a grandi passi.
— Sei mai stato all’aperto la mattina presto ultimamente? — domandò F’nor malizioso.
— Sì — ammise Lytol adagio. — Sì… — gli sfuggì un gemito. Si voltò di scatto, allontanandosi dai dragonieri e incassando la testa tra le spalle. — Andate via — disse digrignando i denti. — Andate! — li implorò di fronte alla loro esitazione.
F’lar uscì in fretta dal locale, seguito dal fratello. Attraversarono a lunghi passi il grande opificio immerso nel silenzio e scarsamente illuminato, finché arrivarono all’aperto, nella luce abbagliante del sole. F’lar si diresse di slancio fino al centro della piazza, quindi si fermò tanto improvvisamente che F’nor, che gli stava dietro, quasi gli andò addosso.
