«Con tutto quell’argento, saremo i re del raduno» continuò Steve. «E le regine» aggiunse, rivolgendosi a Kristen, che annuì. «Potremo comprare ogni cosa due volte. O risalire la costa, se ce ne venisse voglia. O andare all’interno. Insomma, fare quel che ci va.»

E non quel che tuo padre ti dice di fare, pensai. Ma le parole di Steve mi attiravano, lo ammetto.

«Come fai a sapere che la bara che vuoi prenderti la briga di tirar fuori avrà le maniglie d’argento?» chiese Gab, dubbioso.

«Hai già sentito il vecchio parlare dei funerali nei vecchi tempi» replicò Steve. «Henry, diglielo anche tu.»

«A quei tempi avevano una paura irrazionale della morte» dissi, come se fossi un’autorità in materia. «Allora facevano cerimonie grandiose, per non pensare a quel che era accaduto realmente. Tom dice che un funerale costava fino a cinquemila dollari!»

Steve annuì, con aria d’approvazione. «Dice che ogni bara era ornata d’argento.»

«Dice anche che gli uomini hanno messo piede sulla luna» obiettò Gabby. «Questo non significa che andrò lassù a cercare orme.»

Ma l’avevo quasi convinto; sapeva che Tom Barnard, il vecchio che ci aveva insegnato a leggere e scrivere (almeno a Steve, a Mando e a me), poteva descrivere con la massima facilità e nei minimi particolari la ricchezza di un tempo.

«Allora, risaliamo l’autostrada fino alle rovine» continuò Steve. «Troviamo un cimitero e una lapide dall’aria costosa, e siamo a posto.»

«Una lapide con orecchini di brillanti, eh?» disse Gabby.

«Tom dice che non dobbiamo andare lassù» ci ricordò Kristen.

Steve gettò indietro la testa e rise. «Perché lui ha paura.» Tornò serio. «Ma è comprensibile, visto quel che ha passato. Lassù non c’è niente, tranne i frugamacerie; ma quelli di notte non vanno in giro.»



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