Non poteva esserne sicuro, perché non eravamo mai stati lassù, né di giorno né di notte; ma prima che Gabby glielo rinfacciasse, Mando squittì: «Di notte?»

«Certo!» esclamò Steve.

«Dicono che gli sciacalli ti mangiano, se ti prendono» disse Kristen.

«Perché, di giorno non ripari reti e non coltivi i campi? Oppure tuo padre ti permette di lasciare il lavoro?» replicò Steve a Mando. «Per tutti noi è lo stesso, e anche peggio. La nostra banda deve sbrigare i suoi affari di notte.» Abbassò la voce. «E poi, è il momento più indicato per depredare tombe in un cimitero.» Scoppiò a ridere, nel vedere la faccia di Mando.

«La spiaggia puoi saccheggiarla a qualsiasi ora del giorno» dissi, quasi fra me.

«I badili li procuro io» intervenne Del.

«E io porto una lanterna» disse in fretta Mando, per far vedere che non aveva paura. E d’un tratto eravamo lì a discutere un piano. Un po’ sorpreso, mi scossi dalla sonnolenza e divenni più attento. In precedenti occasioni, Steve e io avevamo illustrato un certo numero di progetti: andare all’interno a prendere in trappola una tigre, fondere vecchie rotaie ferroviarie per estrarre l’argento che contenevano. Quasi sempre, durante la discussione, le difficoltà pratiche finivano per saltar fuori e allora lasciavamo perdere. Erano solo chiacchiere. Ma il nostro ultimo piano era diverso: dovevamo solo andare di nascosto fra le rovine (avevamo sempre giurato di averne una voglia malta) e scavare. Così discutemmo i particolari: in quale notte era meno probabile che gli sciacalli fossero in giro (una notte di luna piena, quando compaiono i fantasmi: così garantì Steve a Mando), a chi chiedere di venire, come tagliare le maniglie d’argento in tondini commerciabili, e così via.



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