
Robert J. Sawyer
La genesi della specie
Per Marcel Gagné e Sally Tomasevic
Dude e l'altra Dude
Splendide persone, grandi amici
Il messaggio che ci arriva dalla vita nelle foreste australi è che non doveva andare così, che sulla terra c'è posto anche per specie animali con tratti morali innati che, ironicamente, ci piace chiamare 'umani': rispetto per i propri simili, equilibrio individuale, ripudio della violenza quale soluzione delle conflittualità. La presenza di queste caratteristiche nei bonobo suggerisce implicitamente come sarebbe potuto essere l'Homo sapiens se la storia dell'evoluzione avesse avuto un corso lievemente diverso.
La privacy non esiste più. Scordiamocela.
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Era buio fitto.
La ventottenne Louise Benoit, ricercatrice di Montreal dai folti capelli castani raccolti, secondo le regole, in una retina, vegliava nelle tenebre dell'angusta sala di controllo, sepolta due chilometri sotto la superficie terrestre, o 'un miglio e un quarto,' come le capitava di spiegare con un accento che i visitatori americani trovavano affascinante.
La sala di controllo era situata accanto alla piattaforma collocata nell'ampia caverna buia nella quale era stato costruito anche l'Osservatorio di neutrini di Sudbury. Sospesa al centro della cavità si trovava la sfera di acrilico più grande del mondo, dodici metri di diametro, che conteneva mille e cento tonnellate di acqua pesante fornita dalla società per l'energia atomica del Canada.
