
Egli non contempla la vista perché la sua vita passata continua a scorrergli davanti agli occhi, distraendolo. Sta imparando che quando s’indossa una tuta spaziale è di vitale importanza non dimenticare il casco.
Ora ci sarebbe da dire molto di più per spiegare perché questi due stiano precipitando fuori dal mondo e perché il Bagaglio di Duefiori, visto l’ultima volta mentre tentava disperatamente di seguirlo sulle sue centinaia di zampette, non è un comune baule. Ma tali domande richiedono tempo e potrebbero non valere la pena del disturbo. Si dice, per esempio, che a un ricevimento un tale chiese al famoso filosofo Ly Tin Weedle "Perché è qui?" e che ci vollero tre anni per avere la risposta.
È assai più importante ciò che accade molto più in alto, molto al di sopra di A’Tuin, degli elefanti e del mago prossimo a spirare. Il tessuto stesso del tempo e dello spazio sta per essere sconvolto, come strizzato da una mano gigantesca.
L’aria era resa oleosa dal caratteristico tocco della magia e acrida dal fumo di candele fabbricate con cera nera, sulla cui precisa origine un uomo saggio si guarderebbe bene dall’indagare.
C’era qualcosa di molto strano nella stanza situata nelle cantine della Università Invisibile, il più prestigioso collegio di magia del Disco. Tanto per cominciare, sembrava avere molte dimensioni, non esattamente visibili, ma che si libravano fuori dal campo visivo. Le pareti erano coperte da simboli occulti e buona parte del pavimento era occupata dall’Ottuplo Sigillo di Stasi, riconosciuto nei circoli magici quale dotato del potere deterrente di un mattone ben lanciato.
