
Dirk non si mosse dalla sua posizione sull’ala della manta. L’uomo lo guardò. «Tu sei Dirk t’Larien ed un tempo sei stato l’amante di Gwen».
«E tu sei Jaan».
«Jaan Vikary», dell’Unione Ferrogiada», disse l’altro. Fece un passo avanti e sollevò le mani con le palme in fuori.
Dirk conosceva il significato del gesto perché lo aveva visto da qualche parte. Si alzò in piedi e premette le mani contro quelle del Kavalar. Allora notò qualcosa d’altro. Jaan portava una cintura di metallo nero dall’aspetto oleoso ed una pistola laser al fianco.
Vikary notò la direzione del suo sguardo e sorrise. «Tutti i Kavalar vanno in giro armati. È un’abitudine… un’abitudine molto rispettata. Spero che tu non sia così scosso e mal influenzato come l’amico di Gwen, il Kimdissi. Se così fosse sarebbe colpa tua, non nostra. Larteyn fa parte di Alto Kavalaan e non ti aspetterai che si sia noi a conformarci alle tue abitudini».
Dirk si risedette. «No. Me lo sarei dovuto aspettare, direi, visto ciò che mi hanno detto ieri sera. Lo trovo strano. C’è forse qualche guerra in corso?».
Vikary fece un sorrisetto tirato… e mostrò i denti, deliberatamente. «C’è sempre una qualche guerra, t’Larien. La vita è una guerra». Fece una pausa. «Il tuo nome: t’Larien. Inconsueto. Non mi è mai capitato di sentire prima un nome del genere e non è capitato nemmeno al mio teyn Garse. Da dove provieni?».
«Baldur. È parecchio distante, dall’altra parte di Vecchia Terra. Ma non me ne ricordo quasi. I miei genitori si trasferirono ad Avalon quando ero giovanissimo».
