
Passarono pochi minuti ed il Mozzo cominciò a sollevarsi al di sopra del Comune. In principio apparve come una sottile linea di fioca luce rossa che si perdeva nel consueto sanguigno dell’alba, ma poi prese a diventare sempre più brillante ed alla fine Dirk capì che non era un riflesso luminoso, bensì la corona di un incommensurabile sole rosso. Quando sorse il mondo divenne color cremisi.
Dirk guardò le strade di sotto. Tutte le pietre di Larteyn erano adesso scolorite; il lucore si vedeva solo dove cadevano le ombre e solo appena appena. Sulla città si era depositata come una tenebra, simile ad un manto funebre di color grigiastro solo un po’ macchiato di un rosso slavato. Nella luce debole e fredda, tutte le illuminazioni notturne erano morte e le strade silenziose echeggiavano di morte e di desolazione.
Il giorno di Worlorn. Eppure era già crepuscolo.
«L’anno scorso era più luminoso», disse una voce dietro di lui. «Ora ogni giorno che viene è più buio, più freddo. Due delle sei stelle di Coronadaverno sono nascoste dietro a Grasso Satana e non servono a far luce. Le altre sono sempre più piccole e distanti. Lo stesso Satana, che pure illumina Worlorn, ha una luce sempre più rossa e debole. Per cui Worlorn vive un eterno tramonto. Ancora pochi anni ed i sette soli diventeranno sette deboli stelle e verrà di nuovo il ghiaccio».
La persona che parlava era rimasta immobile a guardare l’alba, con gli stivali leggermente separati e le mani sui fianchi.
