
Dirk non disse niente, ma si limitò a fissare nuovamente lo sguardo verso la luce dell’alba. Il rosso disco di Grasso Satana era ormai sollevato per metà nel cielo e si poteva vedere anche una terza stella gialla. Era leggermente più a nord delle altre e pareva una semplice stella. «La stella rossa è una supergigante», meditò Dirk, «ma vista da qui pare appena un po’ più grande del sole di Avalon. Deve essere ben lontana. La temperatura dovrebbe essere più fredda, ormai ci dovrebbe essere il ghiaccio qui attorno. Invece fa appena freddo».
«Per merito nostro», gli rispose Vikary con evidente orgoglio. «Per la verità non è merito di Alto Kavalaan, comunque è sempre merito dei cittadini dei mondi esterni. Tober ha conservato molta tecnologia sui campi di forza di quella già nota agli Imperialisti Terrestri durante il collasso ed anzi, i Toberiani hanno aggiunto delle nuove cognizioni da quell’epoca. Se non avessero alzato il loro campo, il festival non sarebbe stato possibile. Al perielio il calore della Coronadaverno e di Grasso Satana avrebbe incendiato l’intera atmosfera di Worlorn facendo ribollire gli oceani, ma lo scudo toberiano è servito ad arrestare quella furia, così abbiamo avuto una lunga e luminosa estate. Adesso, in modo analogo, lo scudo contribuisce a mantenere il calore. Comunque ha anche lui i suoi limiti come tutte le cose. Il freddo verrà».
«Non pensavo che ci saremmo incontrati in questo modo», disse Dirk. «Come mai sei venuto qui?».
«Ho tirato ad indovinare. Parecchi anni fa. Gwen mi aveva detto che ti piaceva osservare l’alba. Mi ha detto anche altre cose, Dirk t’Larien. So molto più io di te di quanto tu sappia di me».
