«Più o meno», rispose Dirk e proprio in quel momento ritornò Vikary, con la mano destra avvolta goffamente attorno ai manici di quattro boccali di peltro, mentre con la sinistra teneva una brocca di birra scura. Depositò tutto al centro del tavolo, poi si avviò un’ultima volta verso la cucina per prendere piatti e posate, oltre ad una coppa di vetro piena di pasta dolce, gialla, che lui consigliò di spalmare sui biscotti.

Nel momento in cui si era allontanato, Janacek aveva spinto le caraffe attraverso il tavolo di fronte a Gwen. «Mesci», le disse, con un tono un po’ perentorio, poi rivolse ancora la sua attenzione a Dirk. «Mi si dice che lei è stato il primo uomo che la signora abbia mai conosciuto», disse mentre Gwen versava la birra. «Quando lei l’ha lasciata, la ragazza aveva un imponente numero di basse abitudini», disse, sorridendo freddamente. «Sarei quasi tentato di considerarmi insultato e di invitarla fuori per chiedere soddisfazione».

Dirk parve sconvolto.

Gwen aveva riempito tre delle caraffe con birra e con schiuma. Ne mise una di fronte al posto di Vikary, la seconda di fronte a Dirk e trasse un gran sorso dalla terza. Poi si passò il dorso della mano sulla bocca, sorrise a Janacek e gli diede la caraffa vuota. «Se hai deciso di spaventare il povero Dirk per via dei miei modi», lei disse, «allora io dovrei sfidare Jaan per tutti questi tremendi anni in cui ho dovuto sopportarti».

Janacek rivoltò il boccale vuoto tra le mani e guardò torvo. «Vacca-betheyn», disse con il più normale tono mondano. Poi si versò la birra da solo.

Vikary tornò un istante dopo. Si sedette, trasse un gran sorso dal suo boccale, poi cominciarono tutti a mangiare. Dirk scoprì presto che la birra a colazione gli piaceva. Anche i biscotti erano eccellenti, se spalmati con uno spesso strato di pasta dolce. La carne era un po’ asciutta.

Janacek e Vikary continuarono a fargli delle domande per tutto il tempo, mentre Gwen rimase seduta con l’aspetto un po’ stupito e non disse molto.



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