
Ritornò poco dopo, portando un piatto con della carne affettata a fette sottili ed un canestro di biscotti freddi. Mise il tutto di fronte a Dirk, poi si voltò e si allontanò di nuovo.
Se ne era appena andato che un’altra porta si aprì ed entro Gwen sorridendo ancora mezzo addormentata. Indossava una vecchia sciarpa sul capo, pantaloni stinti ed un informe giaccone verde con le maniche larghe. Dirk vide il luccichio del suo pesante braccialetto di argento e giada, attorno al. braccio destro. Un passo dietro di lei venne un altro uomo, alto quasi come Vikary ma di parecchi anni più giovane e molto più magro, vestito con una tuta intera dalle maniche corte fatta di tessuto camaleontino rosso-bruno. Fissò intensamente Dirk con i suoi occhi azzurrissimi, gli occhi più azzurri che Dirk avesse mai visto, posti in un viso affilato al di sopra di una barba completamente rossa.
Gwen si sedette. Quello con la barba rossa si piazzo davanti alla sedia in cui era seduto Dirk. «Io sono Garse Ferrogiada Janacek», disse. Gli offrì i palmi aperti. Dirk si alzò in piedi e glieli premette.
Dirk notò che Garse Ferrogiada Janacek portava una pistola laser alla cintola in un fodero di pelle posto su di una cintura d’argento a rete. Attorno all’avambraccio destro aveva un braccialetto nero, gemello con quello di Vikary… ferro e, pareva, pietraluce.
«Probabilmente sai chi sono», disse Dirk.
«Certo», rispose Janacek. Aveva un ghigno piuttosto malevolo. Entrambi si sedettero.
Gwen aveva già cominciato a masticare un biscotto. Quando Dirk si risedette, lei allungò una mano attraverso il tavolo e gli toccò la piccola spilla a forma di manta sul colletto e sorrise, come per uno scherzo segreto. «Vedo che tu e Jaan vi siete già trovati», disse lei.
