
«No», disse Dirk. «Ho già sentito il termine non-uomini. È termine comune su molti mondi, ma si intende quella parte di razza umana che ha subito delle mutazioni tali da non renderla più in grado di generare persone se si unisce al normale ceppo umano. I prometeani hanno fatto molta attenzione ad evitare una cosa del genere. I loro capi — sa, è gente dall’aspetto assolutamente normale, se si escludono delle alterazioni minori, come ad esempio la longevità e cose simili — i loro capi, dicevo, scendono spesso su Rhiannon e Talsasso, sa, a far razzie. Lo fanno per catturare degli umani di tipo terrestre…».
«Perfino sulla Terra non c’è più la razza di tipo terrestre in questi ultimi secoli», interruppe Janacek. Poi alzò le spalle. «Non dovrei lasciarmi trasportare, che ne dice? Ad ogni modo la Terra è troppo lontana. Da noi le notizie arrivano che sono ormai vecchie di secoli. Continui».
«Be’, questa è la mia idea», disse Dirk. «Gli Uomini Modificati sono pur sempre uomini. Anche le classi più infime, le più grottesche, gli esperimenti falliti scartati dai loro chirurghi, anche quelli possono generare. Ecco perché li sterilizzano: hanno paura che la razza dilaghi».
Janacek ingoiò una sorsata di birra e fissò Dirk con quei suoi occhi intensamente azzurri. «Così possono generare, lei dice». Sorrise. «Mi dica, t’Larien, negli anni che lei ha passato su quel mondo ha avuto occasione di verificarlo personalmente?».
Dirk arrossi e si trovò a fissare intensamente Gwen, come se la colpa di tutto fosse solo sua. «Non ho fatto il voto di castità in tutti questi anni, se è questo che intende», sbottò.
Janacek concesse una risata a questa risposta e fissò Gwen. «Interessante», le disse. «Quest’uomo passa parecchi anni nel tuo letto e poi, così all’improvviso, diventa un animale».
