
Il viso di Gwen fu alterato dalla rabbia; Dirk la conosceva ancora abbastanza bene da accorgersene. Però nemmeno Jaan Vikary pareva troppo soddisfatto. «Garse», disse infatti in tono minaccioso.
Janacek fece un cenno di sottomissione. «Le mie scuse Gwen», disse. «Non c’era insulto. Evidentemente t’Larien ha imparato ad apprezzare le sirene e le donne maggiolino indipendentemente da te».
«Andrai fuori sulle lande, t’Larien?», chiese forte Vikary, strappando deliberatamente la conversazione dalle mani dell’altro Kavalar.
«Non lo so», disse Dirk, sorseggiando la sua birra. «Dovrei?».
«Ah, non ti perdonerei mai se tu non lo facessi», disse Gwen sorridendo.
«Be’, allora ci andrò. Che cosa c’è di tanto interessante?».
«L’ecosistema… si forma e muore, tutto nello stesso istante. L’ecologia è stata una scienza per gran tempo dimenticata qui sul Margine. Anche adesso i mondi esterni non vantano più di dodici eco-ingegneri esperti. Quando si decise per il festival, Worlorn venne inseminato con delle forme di vita provenienti da quattordici mondi diversi e non si è quasi pensato all’interrelazione tra di loro. Per la verità ne sono stati coinvolti più di quattordici mondi, se si vogliono contare anche i trapianti… animali portati dalla Terra su Newholme, su Avalon, su Lupania e da lì a Worlorn, o qualcosa del genere.
«Arkin ed io facciamo proprio uno studio su come sono andate le cose. Sono già un paio di anni che ci stiamo lavorando e c’è da lavorare per almeno altri dieci anni. I risultati interesserebbero i contadini di tutti i mondi esterni. Saprebbero quale fauna e quale flora potrebbero introdurre con buona sicurezza sul loro mondo ed in quali condizioni e quali cose risulterebbero dannose all’ecosistema».
«Gli animali che vengono da Kimdiss si sono rivelati particolarmente dannosi», ghignò Janacek. «Proprio come i maneggioni loro padroni».
