Ci fu un silenzio di tomba per un quarto d’ora, mentre gli astronomi riuniti confrontavano con cura i campi di stelle ai margini della nuvola. Alla fine Barnett disse:

«Mi arrendo. Per quanto ne so io non c’è ombra di dubbio: questa nuvola viaggia verso di noi.»

Era chiaro che Barnett aveva espresso l’opinione di tutti. Ai margini della nuvola le stelle entravano nettamente in ombra, man mano che essa proseguiva nel suo viaggio verso il sistema solare.

«A questo punto non c’è più dubbio in proposito,» disse Marlowe. «Stamani ne ho parlato con il dottor Herrick ed egli ha osservato che noi abbiamo una fotografia di questa parte di cielo presa venti anni or sono.»

Herrick tirò fuori la fotografia.

«Non c’è stato tempo per farne la diapositiva,» disse, «perciò dovete farla passare in giro. La nuvola nera si vede, ma nella fotografia è così piccola, poco più di un minuscolo globulo. L’ho segnato con una freccia.»

La porse a Emerson il quale, dopo averla passata a Harvey Smith, disse:

«Certo, è cresciuta enormemente in venti anni. Mi preoccupa il pensiero di quello che può accadere nei prossimi venti. Mi pare che finirà col coprire tutta la costellazione di Orione. Presto gli astronomi dovranno cambiare mestiere.»

Fu allora che Dave Weichart parlò per la prima volta.

«Ci son due domande che vorrei fare. Prima di tutto la posizione della nuvola. Se ho ben capito quel che state dicendo, cresce la grandezza apparente della nuvola, perchè si avvicina a noi. Questo è chiaro. Ma io vorrei sapere se il centro della nuvola rimane nella stessa posizione o se si muove sullo sfondo delle stelle?»

«Ottima domanda. Il centro della nuvola, negli ultimi venti anni, pare che si sia mosso molto poco rispetto al campo stellare,» rispose Herrick.



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