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Riunione a Londra
Quattro giorni prima, a Londra, nella sede della Reale Società Astronomica, si era tenuta un’importante riunione. Non era stata la Reale Società Astronomica a convocarla, ma l’Associazione Astronomica Britannica, associazione formata essenzialmente da astronomi dilettanti.
Chris Kingsley, professore di astronomia all’Università di Cambridge, nel primo pomeriggio prese il treno, diretto a Londra per quella riunione. Era un fatto insolito che lui, il più teorico dei teorici, intervenisse a una riunione di osservatori dilettanti. Ma aveva sentito parlare di certe inspiegabili inesattezze nella posizione dei pianeti Giove e Saturno. Kingsley non ci credeva, ma a suo avviso lo scetticismo doveva sempre avere una base solida. Perciò voleva sentire cosa avrebbero raccontato quei bei tipi.
Quando giunse a Burlington House, in tempo per il tè delle quattro, notò con sorpresa che c’erano numerosi altri astronomi professionisti, e perfino l’Astronomo Reale. Si era appena seduto quando il dottor Oldroyd, presidente, avviò la riunione con queste parole:
«Signore e signori, ci siamo qui riuniti per discutere alcune nuove interessanti scoperte. Ma prima di dar la parola al primo oratore, voglio dirvi quanto siamo compiaciuti di veder qui fra noi tanti illustri ospiti. Nutro fiducia che ad essi non parrà di aver sprecato il tempo che ci hanno concesso, e confido quindi che si dimostrerà ancora una volta la funzione che spetta agli astronomi dilettanti.»
A queste parole Kingsley rispose con una risatina repressa e alcuni suoi colleghi si agitarono sulla sedia. Il dottor Oldroyd continuò:
