Perché dunque non tentare? Perché non dimenticare i miei guai? Un bel sonno era una soluzione migliore del suicidio o della Legione Straniera, e mi avrebbe liberato allo stesso modo dai miei pensieri e dai contatti con le persone che mi avevano rovinato la vita. Dunque, perché no? Quello che ora mi interessava soprattutto era dormire tanto da essere sicuro di svegliarmi in un mondo in cui non ci fossero più Belle Darkin e Miles Gentry, ma specialmente Belle Darkin. Se Belle fosse stata morta e sepolta avrei potuto dimenticarla, dimenticare quello che mi aveva fatto, cancellarla dalla mia esistenza, invece che mangiarmi il cuore come facevo adesso sapendo che era viva, bellissima, e che abitava a pochi chilometri da lì.

Vediamo un po’, quanto avrei dovuto dormire? Belle aveva ventitré anni, o così dichiarava, ma ricordo che una volta, senza rendersene conto, aveva detto di aver visto Roosevelt presidente. Comunque, non ne aveva più di trenta. Se avessi dormito settant’anni, al mio risveglio lei sarebbe stata sicuramente sottoterra.

Ma poi mi ricordai dei grandi progressi fatti in quegli anni nella geriatria. Ormai si parlava di centovent’anni come di «durata normale» della vita. Dunque avrei dovuto dormire un secolo tondo, ma non ero certo che esistesse una compagnia disposta a offrirmi un contratto su quella base.

L’idea che mi venne subito dopo, diabolica, e ispirata dal calore dell’alcol, mi parve la migliore di tutte. Perché dormire finché lei non fosse morta? Non sarebbe stato molto meglio se avessi dormito quel tanto che mi consentisse di vederla vecchia, mentre io sarei stato ancora giovane? Una trentina d’anni bastavano, quindi.



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