
— Sei sveglia — disse lui.
— Parti? — chiese lei.
— Sì — rispose Douglas dando un'occhiata all'orologio. — La nave parte fra due ore e devo preparare la mia roba…
— Perché proprio tu?
Lui rimase interdetto. Non gli era mai passato per la testa che potesse essere qualcun altro a guidare la missione.
— E poi, che scopo ha questa spedizione? — continuò Lisa. — È una cosa assurda. Nessuno di voi tornerà vivo.
— Non credo.
Lisa girò lo sguardo sulle pareti di roccia della stanza, che il laser aveva fuso e levigato e che poi erano state tinteggiate di verde pastello. Poi guardò i cinque letti vuoti e infine tornò a guardare il marito.
— È una pazzia — disse. — Vuoi solo tentare di dimostrare quanto sei coraggioso.
Lui abbozzò un sorriso. I terribili avvenimenti. degli ultimi giorni non avevano smorzato lo spirito polemico di Lisa.
Douglas tornò a sedersi sul bordo del letto e disse, soppesando con cura le parole: — Noi siamo una comunità di cinquecentosettantatré persone, fra uomini e donne. Per lo più siamo tecnici e ingegneri minerari. Abbiamo tre medici, cinque psicologi…
— Quattro medici — lo corresse Lisa.
— Tre. Haley è morto la notte scorsa.
Lei accolse la notizia senza scomporsi.
— Data la situazione che si è venuta a creare — riprese Douglas — non siamo in grado di sopravvivere da soli. E non ci arriveranno più rifornimenti dalla Terra… a meno di andare a prendere quello che ci serve.
— Se vai sulla Terra morirai.
— Può anche darsi — ammise lui con un'alzata di spalle. — Forse hai ragione e noi tutti stiamo inconsciamente cercando di sopprimerci con un gesto drammatico invece di starcene qui ad aspettare la morte in questa tomba.
