Perché la donna che aveva finanziato le spedizioni di tanto tempo prima, la donna ricca che aveva mandato tanto denaro per tanti anni doveva essere ancora viva?

«Devi chiederle di venire! Dille che è molto importante! Devo descriverle che cosa ho visto.»

«Dirle di venire? Venire a Rio de Janeiro solamente perché un vecchio ha fatto strani sogni?» La figlia trovò la pagina: sì, c’erano il nome e il numero. E accanto la data, che risaliva appena a due anni prima.

«Sta a Bangkok, papà.» Che ore erano a Bangkok? Non ne aveva idea.

«Verrà. Lo so.»

Il vecchio chiuse gli occhi e si abbandonò nuovamente sul cuscino. Ormai era minuto, rattrappito. Ma quando riaprì gli occhi, la donna vide il padre che la guardava. Aveva la pelle incartapecorita e ingiallita, chiazze nere sul dorso delle mani sciupate e la testa calva.

Sembrava che ora ascoltasse la musica, il canto sommesso del vampiro Lestat che giungeva dalla sua camera. Avrebbe abbassato il volume, se era quello a tenere sveglio il padre. Non aveva molta simpatia per i cantanti rock americani: ma questo le piaceva abbastanza.

«Dille che le devo parlare!» disse all’improvviso il vecchio come se tornasse in sé.

«Va bene, papà, se proprio vuoi.» La donna spense la lampada accanto al letto. «Ora torna a dormire.»

«Non devi rinunciare a cercarla fino a che l’avrai trovata. Dille… le gemelle! Ho visto le gemelle.»

Ma, mentre la donna usciva, il vecchio la richiamò con uno di quei gemiti improvvisi che la spaventavano sempre. Nella luce che filtrava dal corridoio, vide che le stava additando i libri dello scaffale di fronte.

«Portamelo», disse. Si stava sforzando per sollevarsi di nuovo a sedere.

«Il libro, papà?»

«Le gemelle… le foto…»

La donna prese il vecchio volume, glielo portò e glielo mise sulle ginocchia. Gli sistemò i cuscini per farlo stare più comodo e riaccese la luce.



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