
È bello averli con me, gli altri; anzi, è fondamentale… ed è ciò che ho sempre creduto di cercare; una grandiosa conventicola dei saggi, degli eterni, degli antichi e dei giovani spensierati.
Ma… ah, il tormento di essere anonimo tra i mortali non è mai stato più atroce per me, dato che sono un mostro avido. Il brusio sommesso delle voci sovrannaturali non può distrarmi da questa realtà. Il sapore dell’apprezzamento dei mortali era troppo seducente… gli album dei dischi nelle vetrine, i fan che saltavano e applaudivano davanti al palcoscenico. Non aveva importanza, il fatto che non mi credessero veramente un vampiro: in quel momento eravamo insieme. E gridavano il mio nome!
Adesso gli album dei dischi sono spariti, e non ascolterò più quelle canzoni. Il mio libro, Intervista con il Vampiro, rimane prudentemente mascherato da romanzi e avventure inventate di sana pianta, e forse è giusto che sia così. Ho causato anche troppi danni, come vedrete.
Il disastro, questo è quanto ho provocato con i miei giochetti. Il vampiro che avrebbe voluto essere un eroe e un martire per un momento d’assoluta importanza.
Voi penserete che avrei dovuto trame una lezione, no? Be’, è stato così. Davvero.
Ma è tanto doloroso ritirarsi nelle ombre… Lestat, il mostro senza nome che ha ripreso ad avvicinare subdolamente i mortali impotenti, del tutto ignari degli esseri come me. È così doloroso essere ridivenuto l’emarginato, eternamente al confine, in lotta con il bene e il male nell’inferno antico e privato del corpo e dell’anima.
Nel mio isolamento, oggi sogno di trovare una creatura giovane e dolce in una camera rischiarata dalla luna… una di quelle tenere teenagers, come si chiamano adesso, che ha letto il mio libro e ha ascoltato le mie canzoni, una di
