Ma non mi ero mai atteso un simile confronto; e il musicista rock era una copertura troppo meravigliosa per un demonio come me.

Fu la mia stessa gente a prendermi alla lettera e a decidere di punirmi per quanto avevo fatto. E naturalmente avevo contato anche su questo. Dopotutto avevo raccontato la nostra storia nell’autobiografia; dopo aver giurato di non tradirli mai, avevo rivelato i nostri segreti più profondi. Mi pavoneggiavo davanti ai riflettori e agli obiettivi. E se uno scienziato avesse messo le mani su di me? O, più probabilmente, se uno scrupoloso agente di polizia, per una insignificante infrazione al codice della strada cinque minuti prima del levar del sole, mi avesse messo in carcere, identificato e classificato… durante le ore del giorno, mentre ero in condizioni d’impotenza, sarei stato lì a soddisfazione dei peggiori scettici mortali di questo mondo?

Certo, non era molto probabile. Non è probabile neppure ora. (Anche se potrebbe essere molto divertente, davvero!)

Tuttavia era inevitabile che i miei simili si infuriassero per i rischi che correvo, e tentassero di bruciarmi vivo o di ridurmi in tanti pezzetti immortali. Soprattutto i giovani erano troppo stupidi per capire che eravamo al sicuro.

È con l’avvicinarsi della sera del concerto, mi sorpresi a sognare quelle battaglie. Sarebbe stato un grande piacere annientare coloro che erano malefìci quanto me, aprire un vuoto nelle file dei colpevoli, e sminuire la mia immagine.

Eppure, vedete, la gioia di essere là fuori, a far musica e teatro, a creare quei momenti di magia… alla fine il vero significato fu proprio questo. Volevo essere vivo. Volevo essere semplicemente umano. L’attore mortale che era andato a Parigi duecento anni prima e aveva incontrato la morte sul boulevard avrebbe avuto finalmente il suo momento.



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