
Ma continuiamo con il riesame: il concerto fu un successo. Ebbi il mio momento di trionfo davanti a quindicimila fan mortali che urlavano; e c’erano con me due dei miei più grandi amori immortali, Gabrielle e Louis, le mie creature, i miei amori dai quali ero rimasto separato per troppi anni di tenebra.
Prima che la notte terminasse, sconfiggemmo i vampiri nefasti che avevano cercato di punirmi per ciò che stavo facendo. Ma in quelle scaramucce avemmo un alleato invisibile: i nostri nemici eruppero in fiamme prima di avere la possibilità di farci male.
Con l’appressarsi del mattino, ero troppo euforico per prendere sul serio il pericolo. Ignorai gli avvertimenti appassionati di Gabrielle… era troppo dolce tenerla di nuovo fra le braccia. E respinsi i sospetti tenebrosi di Louis come avevo sempre fatto.
E poi il caos, il ciglio dell’abisso…
Mentre il sole sorgeva su Carmel Valley e io chiudevo gli occhi come devono fare i vampiri in quel momento, mi accorsi di non essere solo nella mia tana sotterranea. La mia musica non aveva raggiunto soltanto i vampiri giovani: le mie canzoni avevano destato dal sonno profondo i più antichi esponenti della nostra specie.
E mi trovai in uno di quegli attimi di rischio e di possibilità. Cosa sarebbe avvenuto, poi? Sarei finalmente morto, o forse rinato?
Ora, per raccontarvi tutta la storia di ciò che accadde in seguito, devo tornare indietro nel tempo.
Devo ritornare a circa dieci notti prima del concerto fatale e devo farvi entrare nelle menti e nei cuori di altri esseri che rispondevano alla mia musica e al mio libro in modi di cui sapevo poco o nulla, allora.
In altre parole, stavano accadendo molte cose che dopo avrei dovuto ricostruire. È la ricostruzione di quei fatti che ora vi propongo.
