
Ma Dalzul, il nuovo inviato giunto da Hain l’anno prima, stava parlando con i Padri. I Padri l’avevano ammesso nel Sancta Sanctorum. C’erano quasiveri e olo e 2D di Dalzul in rete e in Verbo Divino. Sembrava che il Comandante Supremo degli Eserciti non avesse ricevuto ordine dai Padri di distruggere la Biblioteca di Washington. L’errore non era stato del Comandante Supremo, naturalmente. I Padri non commettevano errori. Lo zelo dei piloti era stato eccessivo, la loro azione non autorizzata. Dal Sancta Santorum giunse un ordine: i piloti dovevano essere puniti. E i piloti furono portati fuori, di fronte alla truppa e alle telecamere e alla folla, e spogliati pubblicamente delle armi e delle uniformi bianche. Furono tolti loro i cappucci, le facce vennero messe a nudo. E li condussero via, coperti di vergogna, alla rieducazione.
Tutto questo era nella rete, anche se Sutty poteva osservare senza dover partecipare direttamente, dato che papà aveva staccato i collegamenti corporei della realtà virtuale. E ne parlava anche Verbo Divino, che dava pure grande spazio al nuovo inviato. Dalzul era un terrestre. Nato proprio lì sulla Terra, il pianeta di Dio, dicevano. Un uomo che capiva gli uomini della Terra come nessun extraterrestre sarebbe mai stato in grado di fare, dicevano. Un uomo delle stelle che veniva a inginocchiarsi ai piedi dei Padri e a discutere dell’attuazione delle intenzioni pacifiche del Sant’Uffizio e dell’Ekumene.
