Intanto che aspettava portò le sue nuove riviste alla consolle di comunicazioni, per darci un’occhiata. Esitò un momento. Da quando era stato promosso alla direzione del dipartimento, l’anno addietro, il suo grado di censura era stato elevato a Livello di Sicurezza A. Questa era la prima occasione che aveva di sfruttarlo, la prima occasione di controllare la maturità e la capacità di giudizio che si supponevano necessarie per maneggiare riviste galattiche senza tagli, del tutto non-censurate. Si umettò le labbra e tenne i nervi sotto controllo, desideroso di dimostrare a se stesso che meritava appieno la fiducia che avevano voluto dargli.

Scelse un dischetto a caso, lo inserì nella fessura del lettore e chiamò a schermo l’indice del contenuto. La maggior parte delle due dozzine di articoli riguardavano, comprensibilmente ma con sua delusione, vari problemi della riproduzione dal vivo in femmine della razza umana, cosa che quindi non poteva riguardare il suo lavoro. Con virtuosa fermezza Ethan represse l’impulso di guardarli. C’era tuttavia un articolo sulla diagnosi precoce di una poco nota forma di cancro dei vasi deferenti, e un altro con l’assai invitante titolo Un miglioramento nella permeabilità delle membrane di scambio nei replicatori uterini. Il replicatore uterino era un’invenzione sviluppata in origine su Colonia Beta, pianeta assai famoso per la sua tecnologia biologica d’avanguardia, e un tempo lo si usava quasi unicamente per ospitare gravidanze in caso d’emergenza medica. La maggior parte dei perfezionamenti tecnici, degli studi, e delle novità biologiche proveniva tutt’ora da Colonia Beta, fatto che non era molto apprezzato su Athos.



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