Desroches si stava infilando il soprabito, con l’aria d’essere già lontano da lì, a casa sua. Aveva spento l’olocubo. cosa che faceva soltanto alla fine della giornata lavorativa. Nel vedere la faccia stravolta del suo visitatore sbatté le palpebre, sconcertato. — Per Dio il Padre, Ethan. cosa le è successo?

— Avanzi di isterectomie. Rifiuti di sala operatoria, per quello che ne so. Un quarto del materiale è chiaramente canceroso, metà è roba atrofizzata, e cinque pezzi non sono neppure di tessuto umano, per l’amor di Dio! E tutti quanti sono in stato di putrefazione!

— Cosa? — Desroches ansimò, sbiancandosi in faccia. — Non avrà guastato il refrigeramento del contenitore, vero? Non avrà…

— Venga a vedere lei stesso. Venga e guardi — sbottò Ethan. Girò su se stesso, e mentre usciva disse: — Io non so cos’abbia pagato il Consiglio della Popolazione per questa roba, ma una cosa la so: siamo stati truffati.

CAPITOLO SECONDO

— Forse — disse speranzosamente il delegato anziano del Consiglio della Popolazione di Las Sands, — la Casa Bharaputra ha commesso un errore in buona fede. Forse pensavano che il materiale ci servisse per gli studenti di medicina, o qualcosa del genere.

Ethan si stava chiedendo perché Roachie l’avesse trascinato a quella riunione. Come testimone? Come esperto? In un’altra occasione avrebbe potuto sentirsi intimidito da quell’ambiente lussuoso: lo spesso ed elegante tappeto, il bel panorama della capitale dalle finestre, il tavolo di legno ondulato e le facce barbute dei consiglieri che si riflettevano sulla sua lucida superficie. Ma in quel momento era così irritato che non se ne accorgeva neppure. — Questo non spiega perché ci siano 38 pezzi in una scatola marcata 50 sbottò, — né spiega la presenza di quelle dannate ovaie di mucca. Credevano per caso che volessimo allevare minotauri, qui?



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