
Fratello Haas fece un sospiro. — Così bisogna ricominciare daccapo. Si accarezzò la mandibola. — Dag me lo diceva che porta sfortuna cominciare a farsi crescere la barba da padre prima della nascita. Suppongo che avesse ragione.
— Si tratta solo di un ritardo — lo rassicurò Ethan. — Dato che l’origine del problema era nell’ovulo, e non nel suo sperma, il Centro non le farà pagare il mese di lavoro del replicatore uterino. — Scrisse una frettolosa nota in merito, sul dossier.
— Vuole che io torni giù, al reparto paternità, per rilasciare una seconda dose di sperma? — domandò Fratello Haas, rassegnato.
— Ah… prima che lei se ne vada, sì, certo. Questo le risparmierà un altro lungo viaggio. Ma c’è un piccolo problema di cui sarà bene parlare fin d’ora. — Ethan tossicchiò. — Temo che non sarà possibile offrirle di nuovo il gruppo CJB.
— Ma io sono venuto fin qui proprio per il CJB! — protestò Fratello Haas. — Dannazione… ho il diritto di deciderlo io! — Le sue mani si chiusero a pugno in modo allarmante. — Perché non è possibile?
— Be’… — Ethan fece una pausa, e scelse le parole con cura. — La sua difficoltà con il gruppo CJB non è la sola che abbiamo avuto negli ultimi tempi. Quella cultura sembra essersi… deteriorata. In realtà abbiamo fatto un gran lavoro proprio per questo feto: tutti gli ovuli che la cultura ha prodotto in una settimana sono stati assegnati al suo caso e vagliati, in cerca di uno che… mmh, fosse almeno all’apparenza adatto. — Non c’era bisogno di dire a Fratello Haas quanto fosse stata spaventosamente esigua quella produzione. — I miei tecnici migliori hanno lavorato duro, e io anche.
