Questo avrei potuto accettarlo, anche se è duro pensare a interi mondi e popolazioni gettati alle fiamme. Ma a un certo punto anche la fede più profonda deve vacillare: e io so, ora che ho sotto gli occhi i miei calcoli, so di essere arrivato a quel punto.


Non potevamo sapere, prima di aver raggiunto la nebulosa, quanto tempo prima fosse avvenuta l’esplosione. Ora, per l’evidenza matematica e i rilievi sulle rocce di quell’unico pianeta superstite, sono in grado di stabilire la data con estrema precisione. So in quale anno la luce di quest’immane esplosione raggiunse la Terra. E so con quale splendore la supernova, ora ridotta a morte rovine che scivolano via dietro la nostra nave in fuga, sfolgorò nel cielo terrestre. So come deve aver brillato bassa a Oriente prima dell’alba, come un segnale.

Non possono più sussistere ragionevoli dubbi: l’antico mistero è finalmente risolto. Ma Dio, Dio… quante altre stelle avresti potuto cogliere!

Perché hai voluto gettare tra le fiamme quelle genti, per scagliare il simbolo ardente della loro fine sopra Betlemme?



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