Inoltre aveva un appartamento d'angolo all'Hotel Everest, ma non ci abitava. Almeno, quando l'agente di Corcoran era entrato nell'appartamento, gli armadi erano vuoti e non c'era segno che le stanze fossero occupate.

Qualche rarissima volta Martin si faceva vedere con una donna chiamata Stella, misteriosa quanto lui.

Poi, qualche mese prima, Martin e Stella erano spariti.

Boone drizzò gli orecchi. — Come?

— Proprio così. Spariti. Dopo il mio ultimo rapporto, quando mi ha lasciato, gli hanno visto fare una telefonata. Poco più tardi il mio agente dell'Hotel Everest ha visto uscire Stella e l'ha seguita. La donna e Martin sono entrati in un vecchio magazzino nei pressi del porto, e non ne sono più usciti.

Boone bevve una lunga sorsata e attese che Corcoran continuasse. Poi, vedendo che l'altro non diceva niente, domandò: — L'ultima informazione che gli hai fornito…?

— Veniva da Londra. Riguardava certa gente che cercava un posto chiamato Hopkins Acre.

— Hopkins Acre, la Tenuta degli Hopkins. Bene sembra un posto abbastanza innocente.

Corcoran annuì. — A parte una cosa. In tutta la Gran Bretagna un luogo che si chiami Hopkins Acre, oggi non esiste. Ma esisteva quattro o cinque secoli fa. Nello Shropshire. È scomparso nel 1615 mentre i proprietari erano in viaggio in Europa. Un dato giorno la Tenuta era lì, e l'indomani non c'era più niente. Neppure un segno, proprio come se quell'insediamento non fosse mai esistito. La casa e la Tenuta, tutto ciò che c'era sulla superficie del terreno… tutto sparito, insieme con le persone che lavoravano la terra e quelle che servivano in casa. L'edificio stesso. Non è rimasto neppure un buco in terra.

— È impossibile — disse Boone. — È una fiaba per bambini.



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