Un libro creato dai saggi della Cina durante un periodo di cinquemila anni, vagliato e perfezionato; quella cosmologia — e quella scienza — superba, codificata prima ancora che l’Europa avesse imparato a fare le divisioni.

L’esagramma. Il suo cuore ebbe un sussulto. Quarantaquattro. Kou. Il Farsi incontro. Il suo giudizio raggelante. La ragazza è potente. Non bisogna sposare una ragazza del genere. Era venuto fuori di nuovo, in relazione a Juliana.

Vabbé, pensò, rilassandosi. Dunque era la donna sbagliata per me; lo so. Non è questo che ho chiesto. Perché l’oracolo me lo deve ricordare? Un brutto destino, il mio, quello di averla incontrata e di essermi innamorato — di essere ancora innamorato — di lei.

Juliana… la donna più bella che avesse mai sposato. Ciglia e capelli nerissimi, tracce consistenti di sangue spagnolo distribuito come puro colore, perfino nelle labbra. Un’andatura elastica, silenziosa; ai piedi scarpe sportive, un ricordo del liceo. In realtà ogni suo capo d’abbigliamento aveva un aspetto sciupato, e dava la netta impressione di essere vecchio e lavato più volte. Tutti e due erano stati così poveri che, malgrado la sua bella figura, Juliana era stata costretta a indossare una camicetta di cotone, una giacca di tela con chiusura lampo, una gonna marrone di tweed e calze fino al ginocchio, e odiava sia lui che quell’abbigliamento perché, diceva, la faceva sembrare come una donna che giocasse a tennis o (peggio ancora) che andasse a raccogliere funghi nei boschi.

Ma al di là di tutto, era stato inizialmente attratto dalla sua espressione singolare; senza una ragione particolare, Juliana accoglieva gli estranei con un portentoso, imbarazzante sorriso da Monna Lisa che li lasciava in sospeso tra reazioni contrastanti, indecisi se salutare o no.



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