
Una pianta senza linfa, ecco cosa sei. È questo il tuo problema.
«Smettila, mamma. Smettila immediatamente. Non è bello parlare così.»
Quando ha preso in affitto la sua seconda casa due settimane fa, Pogue non ha cercato di contrattare sul prezzo, benché novecentocinquanta dollari al mese sia una cifra esagerata, con cui a Richmond avrebbe potuto prendere una casa migliore. Ma da queste parti gli alloggi scarseggiano, e quando è finalmente arrivato nella contea, dopo sedici ore di macchina, non sapeva dove andare. Esausto e al tempo stesso euforico, ha cominciato a girare per orientarsi e per trovare un posto dove stare. Non voleva andare in albergo, nemmeno per una notte soltanto. Sulla vecchia Buick bianca aveva tutte le sue cose e non voleva correre il rischio che qualche delinquentello gli spaccasse un finestrino per portargli via videoregistratore, televisore, abiti, articoli da toilette, computer portatile, parrucca, sdraio, lampada, lenzuola, libri, penne e le boccette di smalto bianco, rosso e blu che gli servono per la sua amata mazza da baseball. Per non parlare dei vecchi amici.
«È stato terrificante, mamma» le racconta, per evitare di sentire i suoi rimproveri da ubriaca. «Sono stato costretto a lasciare la nostra bella cittadina del Sud in fretta e furia. Non per sempre, però. No, certamente non per sempre. Adesso ho una seconda casa e farò la spola fra Hollywood e Richmond. Non sognavamo da sempre di andare a Hollywood? Be’, adesso ci siamo. Cercheremo di fare fortuna, vero?»
