
«L’ispettore è meglio che vada» ribadisce Marcus, guardandosi intorno impaziente. «Julie, può accompagnare il signore nell’atrio?»
«L’ispettore resta con me» interviene Kay in tono pacato.
«Come ha detto, scusi?» Marcus si volta a guardarla negli occhi.
«L’ispettore resta con me» ripete.
«Forse lei non ha ben capito la situazione» insiste lui, stizzito.
«Forse. Vuole spiegarmela meglio?»
Marcus trattiene a stento la stizza. «E va bene» acconsente. «Andiamo un momento in biblioteca.»
«Ti spiace aspettarci qui?» dice Kay Scarpetta a Pete Marino, sorridendogli.
«Nessun problema» risponde lui. Si avvicina alla scrivania di Julie e prende in mano una serie di fotografie, come fossero carte da gioco. Ne stringe una fra l’indice e il pollice. «Sa perché gli spacciatori hanno meno massa grassa di me e di lei, signorina?» chiede poi all’impiegata, posandole la foto sulla tastiera.
Julie, che dimostra venticinque anni ed è carina ma cicciottella, osserva la foto del ragazzo nero, giovane e muscoloso, steso sul tavolo da autopsia. È nudo, con il torace aperto e svuotato di tutti gli organi tranne uno, molto ingrossato. «Mi sta prendendo in giro, vero?» dice Julie.
«No, no. Dico sul serio.» Si avvicina una sedia e si accomoda accanto alla ragazza. «Vede, la massa grassa è direttamente proporzionale al peso del cervello. Guardi me e lei, per esempio. Tendiamo a ingrassare, no?»
«Altroché. Davvero le persone intelligenti ingrassano di più?»
«È accertato. Io e lei facciamo una fatica terribile a non mettere su chili.»
«Non mi dica che lei mangia tutto integrale e biologico.»
«Certamente. Io ormai di bianco cerco solo le donne. Eppure, guardi, se fossi uno spacciatore potrei mangiare tutto quello che voglio. Altro che farina integrale… Pane bianco, brioche, e chi più ne ha più ne metta. Perché non avrei cervello. Questa è gente stupida, che muore per stupidità, e può mangiare tutte le porcherie che vuole senza mettere su nemmeno un etto.»
