«Ciao, Mike, qualcosa non va?» esclamò la ragazza mentre la figura si avvicinava.

«Questa roba qui», rispose Howarth asciutto, tendendo una busta che aveva estratto con rabbia dalla tasca interna del giaccone foderato di pelliccia.

Una volta entrati nell’ufficio di Frances Margaret si vide che sulla busta spiccavano lo stemma e le iniziali del CERC, il grosso consiglio di ricerca gestito dal governo. Mentre la ragazza leggeva la lettera, Howarth deponeva la cartella, che teneva in mano, su una sedia.

«Hanno revocato il mio contratto», esplose Howarth.

«Vedo. Che peccato», commentò Frances Margaret.

«Più che un peccato è un disastro.»

«Direi che è una gran brutta cosa, Mike, tuttavia non la considererei un disastro. Il CERC non ti ha dato una coltellata né una randellata in testa.»

«Ah, no?» esclamò Howarth.

«Dovremo pensare sul da farsi», si offrì Frances Margaret, decisa a essere d’aiuto nei limiti del possibile. «Il guaio è che quelli ti diranno probabilmente che avevi imboccato un sentiero pericoloso.»

«Come avrei potuto ottenere i risultati che ho ottenuto, altrimenti?»

«Proprio per questo non è un disastro totale», continuò Frances Margaret in tono sempre incoraggiante. «Hai ottenuto qualche risultato. Il CERC non può cancellare ciò che hai già scoperto.»

«Ho scoperto abbastanza per convincere me stesso. Abbastanza per convincere te e forse qualcun altro. Ma non abbastanza per renderlo di pubblica ragione. Dovevo captare altri segnali dalla cometa di Halley. Così, la gente si limiterà a prendermi in giro. Non ti pare già di sentire le risate?»

«Possiamo appellarci contro la decisione.»



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