
— Signorsì, capitano — rispose Beynes contegnoso.
— Inoltre… — Francisco ruttò e proseguì. — Inoltre, ti voglio con me nella squadra di sbarco. Voglio anche te, D’Lambert, perché mi serve… ehm… — Cercò la parola giusta nella mente annebbiata. — La tua perizia — terminò. Poi fissò Beynes in cagnesco. — E perché non mi fido a lasciarti il comando della mia nave. Capito?
Beynes non disse nulla. Anche D’Lambert rimase in silenzio. Il capitano Francisco arretrò barcollando di un paio di passi, tirando in dentro la pancia e gongolando come un bullo da bar che avesse appena costretto con le minacce un tipo più piccolo di lui a offrire da bere a tutti i presenti. — Avanti col lavoro, ragazzi — disse borioso, quindi cominciò a muoversi impettito verso la navetta da sbarco che attendeva.
Beynes sospirò lentamente e lanciò un’occhiata a D’Lambert. L’ufficiale scientifico scosse lentamente la testa. — Qualunque cosa abbiano lasciato laggiù gli ex-gi — mormorò D’Lambert — spero solo che l’abbiano messa bene in vista.
Colyns: Sta dicendo che durante questo incidente il capitano Francisco era ubriaco e si comportava in modo sconsiderato…
Beynes: Colyns, il capitano era sempre ubriaco e si comportava sempre in modo sconsiderato. Questo è uno dei motivi per cui eravamo disposti a rischiare di andare su Mecca. Il Capital Explorer stava perdendo soldi per colpa sua. Una volta siamo stati fregati in un affare con i Crotoniti perché Francisco era ubriaco quando stava trattando con loro. Voglio dire, è già abbastanza difficile concludere un affare decente con quelli quando si è perfettamente sobri, e Francisco ha iniziato le trattative dopo avere bevuto per sei ore consecutive. Ancora un paio di viaggi del genere, e saremmo falliti.
