
E ora un piccolo aneddoto personale. Nel 1963, in un saggio pubblicato da "Astronautics", scrivevo: "Come possibilità a scadenza molto più remota, va notato che esistono diverse possibilità teoriche di costruire un satellite a bassa altitudine, con una rotazione di ventiquattro ore; ma sono necessari sviluppi tecnici che difficilmente si verificheranno in questo secolo. I teorici potranno sbizzarrirsi a calcolarne le possibilità".
La prima di queste "possibilità a scadenza remota", ovviamente, era il satellite immobile di cui parlavano Collar e Flower. I miei calcoli approssimativi, basati sulla resistenza dei materiali esistenti, mi rendevano così scettico nei confronti dell'idea che non mi preoccupai nemmeno di esporla nei particolari. Se fossi stato un po' meno conservatore, o se avessi avuto a disposizione un po' più di carta per fare i calcoli, forse sarei arrivato per primo, ovviamente a prescindere da Artsutanov.
Dal momento che questo libro è (o almeno lo spero) un romanzo, e non un manuale tecnico, rimando le persone interessate ai dettagli tecnici ai sempre più frequenti articoli sull'argomento. Tra gli ultimi: "Come usare la Torre Orbitale per lanciare in orbita ogni giorno capsule che sfuggano alla gravitazione terrestre", di Jerome Pearson (Atti del ventisettesimo convegno internazionale della confederazione astronautica, ottobre 1976), e un notevole articolo di Hans Moravec: "Una stazione orbitale non sincrona" (Atti della riunione annuale della Società Astronautica Americana, 18/20 ottobre 1977).
I Laboratori COMSAT e la "Outer Space Affairs Division" delle Nazioni Unite mi hanno fornito molte informazioni utili sulle regioni stabili dell'orbita sincrona; e mi hanno fatto notare che le forze naturali (in particolare gli effetti prodotti dalla Luna e dal Sole) scatenerebbero oscillazioni di vasta ampiezza, soprattutto in direzione sud-nord. Per cui, "Taprobane" forse non è il luogo ideale che ho descritto nel libro; comunque potrebbe sempre essere meglio di ogni altra località.
