
Il generale Leonov mi ha regalato una copia di quel volume alla Conferenza di Vienna del 1968 per gli Usi Pacifici dello Spazio, ma l'idea non mi ha colpito; a prescindere dal fatto che l'elevatore spaziale parte esattamente da Sri Lanka! Probabilmente ho ritenuto che il cosmonauta Leonov, noto umorista e magnifico diplomatico, stesse solo scherzando.
Indubbiamente l'elevatore spaziale è un'idea di cui oggi si avverte la necessità, com'è dimostrato dal fatto che nel giro di un decennio da quella famosa lettera pubblicata nel 1966 è stato reinventato almeno tre volte. Un progetto molto dettagliato, con parecchie idee nuove, è quello di Jerome Pearson della Wright-Peterson Air Force Base, pubblicato da "Acta Astronautica" nel numero di settembre-ottobre 1975 (La Torre Orbitale: una base di lancio per astronavi che utilizza l'energia di rotazione della Terra). Il dottor Pearson è rimasto stupefatto all'idea che fossero già stati fatti studi sull'argomento, non registrati dal suo computer; li ha scoperti leggendo la mia relazione alla "House of Representatives Space Committee" del luglio 1975.
Sei anni prima, A. R. Collar e J. W. Flower erano giunti praticamente alla stessa conclusione, in uno studio pubblicato dalla "Rivista della Società Interplanetaria Britannica". Stavano esaminando la possibilità di collocare un satellite di comunicazione molto al di sotto dell'altezza naturale di 36.000 chilometri, e non hanno discusso l'idea di abbassare il cavo sino alla superficie della Terra, ma si tratta solo di un'ovvia implicazione del loro progetto.
