Lo schermo era vuoto e spento, come l’aveva sempre visto Stormgren. Talvolta in sogno, lui immaginava di vederlo accendersi improvvisamente, rivelando il segreto che assillava il mondo. Ma il sogno non si era mai avverato: dietro quel rettangolo di tenebra si annidava il mi-stero più impenetrabile. Ma vi si nascondeva anche potenza e saggezza, e soprattutto una infinita tolleranza, una specie di divertito sentimento di affetto per le piccole creature che si affannavano sul pianeta Terra. Dalla grata nascosta venne la voce calma, mai assillata dalla fretta, che Stormgren conosceva tanto bene e che il mondo aveva sentito una volta sola nella sua storia. La profondità e la risonanza di quella voce erano la sola indicazione sulla natura fisica di Karellen, e dava una chiara impressione delle sue dimensioni: Karellen doveva essere altissimo, più grande di un essere umano. Alcuni scienziati, però, dopo avere analizzato la registrazione del suo discorso, avevano prospettato l’ipotesi che la voce fosse quella di una macchina, ma Stormgren non poteva crederci.

«Sì, Rikki, ho seguito il vostro breve colloquio. Che cosa ne pensate del signor Wainwright?»

«È un uomo onesto, anche se molti suoi seguaci non lo sono. Che cosa dobbiamo fare? La Lega in sé non è pericolosa, ma alcuni dei suoi estremisti sono apertamente per la violenza. Mi sono chiesto se non fosse il caso di chiedere una guardia del corpo, ma spero che non sia necessario.»

Con l’atteggiamento irritante che aveva spesso, Karellen non prese in considerazione l’argomento.

«Da un mese ormai si conoscono i particolari sull’andamento della Federazione Mondiale. C’è stato un sensibile aumento sulla vecchia percentuale del sette per cento dei miei oppositori, o sul dodici per cento degli agnostici?»

«No, ma non è questo il punto più importante. Mi preoccupa, piuttosto, il sentimento generale, diffuso anche tra i vostri sostenitori, che è tempo di svelare il mistero di cui vi circondate.»



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