
Dalle tenebre uscì una voce cortese, che disse in inglese perfetto, ma con un accento che Stormgren non poté identificare subito: «Bene, signor Segretario… lieto di vedervi sveglio. Mi auguro che vi sentiate del tutto a posto.»
Qualcosa nell’ultima frase attirò l’attenzione di Stormgren e gli fece morire sulle labbra le domande che, furibondo, stava per fare. Guardò nel buio verso la voce, e disse, calmo: «Quanto tempo sono rimasto fuori conoscenza?»
L’altro rise.
«Alcuni giorni. Ci avevano garantito che non ci sarebbero stati postumi. Sono lieto di constatare che è vero.»
Un po’ per guadagnare tempo, un po’ per saggiare le proprie reazioni, Stormgren mise le gambe giù dal letto.
Indossava ancora il pigiama, stazzonato da far pietà e diventato incredibilmente sporco. Appena si mosse, ebbe un capogiro, non tale da preoccuparlo ma sufficiente a rivelargli che l’avevano drogato. Si voltò verso la luce.
«Dove sono?» chiese seccamente. «C’entra per caso Wainwright in que-sta storia?»
