Per quanto affamato, avrebbe preferito un pranzo meno frugale, ma era chiaro che nemmeno i suoi carcerieri avevano mangiato meglio. Mentre mangiava, osservò con rapide occhiate i tre uomini che gli sedevano intorno. Joe era di gran lunga il tipo più interessante, e non soltanto per la corporatura. Era chiaro che gli altri erano dei subalterni, individui insignificanti, la cui origine Stormgren avrebbe identificato appena si fossero messi a parlare. Comparve del vino versato in un bicchiere non esattamente pulito, e Stormgren lo bevve per buttar giù l’ultimo panino. Ora che aveva mangiato, sentiva di tenere in mano la situazione. Si rivolse al gigantesco polacco.

«Bene» disse, in tono affabile «ora forse sarete disposto a dirmi che cosa significa tutto questo e che cosa sperate di trarne.»

Joe tossicchiò.

«Innanzi tutto, vorrei mettere in chiaro una cosa» disse. «Wainwright non c’entra per niente e sarà rimasto sorpreso come gli altri.»

Stormgren si era quasi aspettato una risposta del genere, sebbene si chiedesse ora perché mai Joe confermasse i suoi sospetti. Già da tempo subodorava l’esistenza di un movimento estremista in seno, o ai margini, della Lega della Libertà.

«Per pura curiosità» disse «come avete fatto a rapirmi?»

Non si aspettava una risposta, perciò fu colto di sorpresa dalla prontezza e dalla disinvoltura con cui l’altro rispose.

«È filato tutto liscio come in un film giallo» disse Joe allegramente.

«Non sapevamo se Karellen vigilasse su di voi, quindi siamo stati costretti a prendere delle precauzioni alquanto complicate. Innanzi tutto, vi abbiamo fatto perdere i sensi con un gas immesso nell’impianto dell’aria condizionata: è stato facile. Poi, vi abbiamo portato sulla macchina, cosa facilissima anche questa. Non è stato uno qualunque dei nostri a fare il lavoro. Abbiamo assunto… dei professionisti, per così dire. Karellen potrà anche catturarli, riteniamo anzi che lo farà, ma non arriverà oltre.



30 из 223