Scendere lungo il fianco della piccola altura, pensò Reinhold, era come camminare in mezzo alle stelle. Al largo, la «Forrestal» continuava a spazzare le acque con i fari, mentre sulla spiaggia la rampa di lancio del «Columbus» si era trasformata in un albero di Natale sfavillante di luci. Solo la prua dell’astronave era un’ombra scura sullo sfondo delle stelle. Dagli alloggiamenti una radio diffondeva musica da ballo, e senza accorgersene Reinhold accelerò il passo seguendo il ritmo del ballabile. Era quasi arrivato allo stretto sentiero oltre il quale cominciava la distesa sabbiosa, quando un presentimento, o forse un rapido moto colto di sfuggita, lo fece fermare di colpo. Perplesso, spinse lo sguardo dalla costa dell’isola al mare aperto, e poi di nuovo sulla spiaggia. Passò qualche secondo prima che pensasse di alzare gli occhi al cielo.

E allora Reinhold Hoffmann seppe, come l’aveva saputo Konrad Schneider nello stesso istante, d’aver perso la gara. E seppe di averla persa non per qualche settimana, o qualche mese di ritardo, come aveva temuto, ma per migliaia e migliaia di anni. Le immense forme che si muovevano silenziose fra le stelle, a un’altezza che Reinhold non osò nemmeno calcolare, erano di tanto più progredite rispetto al suo piccolo «Columbus» di quanto lo era il «Columbus» al confronto delle canoe dell’uomo paleolitico. Per un attimo che parve eterno, Reinhold stette a guardare, come stava guardando tutto il mondo, le grandi astronavi che scendevano verso la Terra in tutta la loro schiacciante maestosità, e poi sentì l’urlo dell’aria colpita dal loro passaggio nella rarefatta stratosfera.

Non ebbe rimpianti per il lavoro di tutta una vita spazzato via in un attimo. Aveva lottato per portare l’uomo tra le stelle, e, al momento di cogliere il successo, le stelle, le remote, altere stelle indifferenti, erano andate da lui. Era, quello, uno dei momenti in cui la storia trattiene il respiro, e il presente si stacca dal passato come un iceberg che rompe ogni legame col monte di ghiaccio in cui è cresciuto per andarsene da solo per l’oceano, orgoglioso della propria autosufficienza. Tutto ciò che era stato fatto nei secoli passati, non aveva più valore, ora. Un solo pensiero riecheggiava nel cervello di Reinhold: la razza umana non era più sola.



5 из 223