
«Per i Superni» rispose Stormgren, sarcastico «la Terra è probabilmente molto più piccola di quanto non lo fosse l’Europa agli occhi dei nostri padri… e il loro punto di vista, direi, è più maturo del nostro.»
«Io non sono contro la Federazione per principio, nonostante il parere di molti sostenitori della Lega. Ma penso che la decisione debba venire da noi e non esserci imposta dall’esterno. Dobbiamo essere noi a decidere il nostro destino. Basta con le interferenze nelle faccende del genere umano!»
Stormgren sospirò. Argomenti simili li aveva sentiti centinaia di volte, ma poteva solo dare la stessa risposta che la Lega della Libertà aveva già rifiutato. Lui aveva fede in Karellen, e loro no. Questa era la differenza fondamentale, e lui non poteva farci niente.
«Permettetemi di farvi un paio di domande» disse. «Potete negare che i Superni abbiano portato pace, prosperità e sicurezza al nostro pianeta?»
«Non lo nego. Però ci hanno tolto la libertà. L’uomo non vive…»
«… di solo pane, lo so. Ma è la prima volta nella sua storia che ogni uomo ha la certezza di averlo, il pane. E comunque, che cosa è la libertà che abbiamo perduto, in confronto a ciò che i Superni ci hanno dato per la prima volta nella storia del genere umano?»
«La libertà di vivere secondo noi stessi, sotto la guida di Dio.»
Finalmente, pensò Stormgren, siamo arrivati al punto. Fondamentalmente si tratta di un dissidio religioso, per quanto mascherato. Wainwright non permetteva mai di dimenticare che un tempo era stato uomo di chiesa. Ora non indossava più l’abito talare, ma si aveva sempre l’impressione che indossasse ancora la tonaca.
«Il mese scorso» disse Stormgren «cento vescovi, cardinali e rabbini hanno firmato una dichiarazione nella quale confermavano il loro appoggio alla linea di condotta del Supercontrollore. Le religioni del mondo sono contro di voi.»
