Nella peggiore delle ipotesi, però, a Stormgren non pareva che da quella iniziativa potesse venire un danno. Invece, se avesse rifiutato di vedere Wainwright, la Lega si sarebbe servita del rifiuto contro di lui. Alexander Wainwright era un bell’uomo, alto, sulla cinquantina. E, come risultava a Stormgren, era onesto, quindi doppiamente pericoloso. Ma la sua sincerità evidente impediva di provare antipatia per lui, qualunque fossero i sentimenti verso la sua causa e verso una parte dei suoi seguaci. Dopo la presentazione di Van Ryberg, Stormgren entrò subito in argomento.

«Immagino» cominciò «che lo scopo principale della vostra visita sia una protesta ufficiale contro il Progetto della Federazione. Esatto?»

Wainwright annuì gravemente.

«Questo è lo scopo principale, infatti, signor Segretario. Come sapete, negli ultimi cinque anni abbiamo cercato di aprire gli occhi alla razza umana perché vedesse il pericolo che la minaccia. Il compito è stato difficile, perché la maggior parte degli esseri umani sembra contenta che i Superni dominino il mondo a loro piacere. Tuttavia, oltre cinque milioni di patrioti hanno firmato la nostra petizione.»

«Non mi sembrano poi molti di fronte a due miliardi e mezzo di esseri umani.»

«È comunque una cifra di cui non si può non tener conto. E, per ogni persona che ha firmato, ne esistono molte che nutrono dubbi profondi sulla saggezza, per non dire la giustizia, del piano della Federazione. Lo stesso Supercontrollore Karellen, nonostante i suoi immensi poteri, non può annullare con un colpo di spugna millenni di storia.»

«Chi conosce realmente i poteri di Karellen?» disse Stormgren.

«Quand’ero ragazzo, la Federazione Europea era un sogno, ma era una realtà quando divenni uomo. E ciò fu prima dell’arrivo dei Superni. Karellen sta semplicemente ultimando l’opera.»

«L’Europa era un’entità cultuale e geografica. Il mondo intero, no. Questa è la differenza.»



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