
«Mi scusi, non sapevo…»
«Ha rifatto lei questa cabina?»
«Certamente. Mezz’ora fa.»
Come faceva a spiarle: “Ha visto per caso sul letto una fimmina nuda assassinata?”. Si limitò a domandare: «Ha notato niente di strano? Che so, lenzuola macchiate, un po’ di sangue, disordine…».
La cammarera sgranò gli occhi.
«Assolutamente. Tutto era come le altre mattine. La signorina De Angelis è una persona molto ordinata. E gentile.»
«Lei sa se è scesa a terra?»
«Non saprei, commissario.»
Collura la congedò, era certo che la cammareranon mentiva.
Bisognava ragionarci sopra tanticchia.
Era assolutamente da escludere che qualcuno avesse avuto tempo e modo di far scomparire il cadavere. Per portarlo dove? Gettarlo in mare, in pieno giorno, con la nave attraccata? E comunque, magari a puliziare alla svelta la cabina, tracce di sangue ne sarebbero rimaste dovunque e la cammarera se ne sarebbe certamente accorta, da una ferita da coltello al cuore il sangue sarebbe schizzato a fiotti, inondando le lenzuola… A proposito, dove avrebbero ammucciato le lenzuola macchiate? E dove si erano forniti di un paro di linzola di bucato come quelli che ora c’erano dintra al letto? Stava usando il plurale perché una persona, da sola, non sarebbe riuscita a fare tutto quello che abbisognava. A meno di non ipotizzare che il delitto era stato commesso dalle cammarere…
L’escluse decisamente, a pelle, a fiuto, a intuito di sbirro. Non c’erano che due soluzioni possibili che ambedue escludevano il delitto: un macabro scherzo ai danni della signora Firmiani oppure la signora era leggermente fora di testa e vedeva cose non c’erano. La seconda soluzione era plausibile: i crocieristi, prima d’essere ammessi abordo, non passano visite mediche o psichiatriche.
Tornò in infermeria e, senza farsi vedere dalla signora, chiamò sparte il medico.
